Lettera per FIAT
Lettera aperta di paolo imperatori a FIAT
“ Alla c.a. Dott. Marchionne ”
13 dicembre 2014,
Nel gennaio 2010 decidendo di sostituire la mia vecchia auto e dopo aver sondato i modelli al momento reperibili ovviamente alla mia portata sul mercato, propendo alla fine per una Fiat Punto Evo 1.3 alimentazione metano, anche per una certa attenzione al discorso ecologia.
Grazie alla rottamazione spendo una cifra di poco superiore ai dodicimila euro, ci troviamo quindi in fascia definita medio-bassa se non bassa e con soddisfazione inizio ad utilizzare la mia automobile, invero più mia moglie che io. I consumi posso definirli decisamente contenuti e gli accessori di cui la Punto è dotata di notevole utilità e sicurezza (parlo di ABS, EBD, ASR, Hill Holder) sicuramente necessari in tutte quelle situazioni di pericolo che si possono presentare alla guida di tutti i giorni.
Trascorsi i due anni canonici di garanzia iniziano i problemi: malfunzionamenti dei suddetti sistemi, tutti necessariamente collegati al computer di bordo e che impedirebbero a chiunque di guidare in tranquillità e come tutta risposta dei centri assistenza autorizzati a cui ho fatto visita mi sento dire quasi fisiologici in vetture di questa fascia, che a tal punto devo definire bassa e non più media.
Sorvolando ma non troppo su quanto detto vengo alla ragione di questa lettera:
pochi giorni or sono il computer di bordo, questo devo ammettere non manca mai di segnalare qualsiasi cosa non vada, mi dice di controllare luci di posizione e io prontamente mi accorgo del faro posteriore sinistro spento. Mi reco ad un autoricambi per acquistare la lampadina ma il personale mi fa notare che il faro della mia auto è dotato di led e non di una comune lampada consigliandomi di recarmi presso un elettrauto dato che il prezzo del faro, si dico del faro perché in questo caso non è possibile sostituire la sorgente di luce (led), è di circa centotrenta euro.
Per farla breve l'elettrauto, aggiungendo di aver già riscontrato il medesimo difetto sullo stesso modello di vettura, mi conferma la diagnosi e oltre alla sostituzione del corpo illuminante mi dice che la Fiat nel frattempo, accortasi di un qualche tipo di problema presumo, con il faro vende in aggiunta un nuovo cablaggio da inserire nel collegamento con un aggravio ulteriore di circa ottanta euro. Faccio notare che una comune lampadina costa circa cinque euro.
La mia domanda a questo punto è semplicissima dottor Marchionne: dato che stiamo parlando di una vettura del valore che ho detto e per di più prodotta nel 2010 in Italia (non siamo in Germania o negli USA), a che cosa è servito introdurre un nuovo corpo illuminante così diverso, nella sostanza ma praticamente non nella forma, da quello della precedente Grande Punto?
La tecnologia led è qualcosa di eccezionale in ragione di consumi e luce prodotta, ma serve davvero applicarla sui fari posteriori di una vettura molto economica e per questo acquistata da chi purtroppo come me forse non può spendere di più?
Sono portato a pensare che ci sia una qualche volontà in questo tipo di operazioni
tesa a recuperare qualcosa nel tempo dopo aver venduto ad un prezzo fatto per invogliare l'acquirente o, peggio ancora, che le capacità tecniche dell'azienda che Lei tanto bene rappresenta siano molto più scarse di quanto si possa immaginare.
Tutto questo ovviamente per confermare che io mai più acquisterò, consiglierò o penserò bene di una Fiat, con il dispiacere per la fine di una storia che voi dirigenti e voi proprietari dovreste onorare e che invece state dimenticando insieme al non trascurabile particolare che migliaia di famiglie italiane hanno fatto della sua azienda quello che oggi è.
Una volta sarei stato orgoglioso di dire: ho acquistato un'automobile italiana, ora grazie a questo tipo di esperienze sono altrettanto orgoglioso di dire che non acquisterò più un prodotto Fiat.
Cordiali saluti
Paolo Imperatori, Roma
Autore: paolo imperatori
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